|
|
| |||
Recensioni e Commenti
Recensione su "Il gene oscuro"
da "Il giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri" n. 9/2011
Il cane che respirava il respiro
"Una bella storia, a tratti commovente, dell'amicizia tra una ragazza e un cane. Lungo la storia, l'autore coglie varie occasioni per spiegare come non ci sia differenza tra i cani e gli altri animali che riteniamo normale ammazzare per mangiarceli, e come sia ingiustificabile eticamente e scientificamente la vivisezione, e come siano ingiustificabili tanti comportamenti umani di sfruttamento degli altri animali. Da regalare a chi "ama gli animali" ma non ancora abbastanza..."
- AgireOra Edizioni -
Dalla rivista n. 25 "Animalisti italiani"
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15.07.2007
Bari - L'ARRINGA tratto dal libro “Della veridica storia del cavallo che giudicò i suoi giudici” di Luigi Mario Chiechi
Presso l’Associazione Culturale Altair, con sede a Bari in via Re David, che opera ormai dal 2001 sul territorio senza fini di lucro, è stata rappresentata sabato 1dicembre alle 20,30: L'ARRINGA liberamente tratto dal libro “Della veridica storia del cavallo che giudicò i suoi giudici” di Luigi Mario Chiechi con drammaturgia di Lino De Venuto. Sono intervenuti l’autore del libro e i rappresentanti della LAV di Bari, che continuamente lottano per la vivisezione e quant’altro denigra il mondo animale.
L'uomo è sempre stato al centro del mondo, incontrastato dominatore del pianeta terra, artefice della storia, del proprio destino e di quello del regno animale. Alcuni in questa sede hanno voluto domandarsi:”E se gli animali potessero parlare, dialogare, urlare, cosa direbbero agli umani? – A queste domande ha tentato di dare delle risposte Mario Chiechi, animalista convinto, l'autore del libro. Ha raccontato una storia, bella e significativa, che trova la massima espressione narrativa nel momento in cui “in un'aula di giustizia giunge, per un processo a suo carico, il cavallo Baionne, con un capo d'imputazione: omicidio preterintenzionale!- ha scalciato e ucciso un ragazzo che lo molestava e punzecchiava. Baionne, un cavallo nato libero come il vento, con la sua bisaccia-cartella piena di schiaccianti ed inconfutabili prove, prende la parola e chiede comprensione per il suo linguaggio semplice ed elementare.
Interroga i giudici sui motivi per cui lo stanno processando, chiarisce, puntualizza e, prima al passo e poi al trotto, comincia a contestare giuridicamente le accuse rivoltegli e ad elencare per contro i terribili misfatti di cui gli uomini, consapevolmente, si sono macchiati nel corso della storia fino ad oggi, nel rapporto violento tra loro stessi, in quello autodistruttivo con l'ambiente e nel rapporto di feroce sfruttamento degli animali. Il cavallo usa un linguaggio sempre più corrosivo, giudica i giudici-uomini superbi e cinici per aver sempre considerato le bestie non esseri viventi che soffrono al pari degli umani, ma utilità, strumenti inferiori “creati da Dio ad uso dell'uomo”, nati per stare giù, nella parte più bassa della scala evolutiva, nati per essere sacrificati, usati a mo' di macchine come forza-lavoro e per l'industria del divertimento.
Ed infine uccisi nel modo più cruento. Baionne, conosce già la sentenza, sarà “la macellazione”, diverrà cioè pezzi di carne incelofanati e prezzati esposti nei banconi-frigo dei supermercati ma “quei pezzi di carne” che finiranno prima sulle griglie, tra carboni ardenti, e poi nei piatti e nei corpi degli uomini - ricorda Baionne ai giurati - “non saranno anonimi e senza storia ma pezzi di me, di un vostro fratello, di un cavallo realmente vissuto con tutto quel che di vivo, essenziale, unico e sofferente mi è appartenuto”.
Con l’efficace drammaturgia e la passionale recitazione Lino De Venuto ha saputo rendere con efficacia la brutale realtà della vivisezione e delle umiliazioni che gli animali nei laboratori “in nome del progresso” sono costretti a subire. Nel nostro caso il vecchio cavallo lancia ai falsi scienziati accuse pesantissime “per crimini contro la vita e la natura”: se tutti quegli animali inutilmente torturati e sacrificati, con crudeltà inaudite, urlassero tutti nello stesso istante, sulla terra avverrebbe un immane cataclisma. Baionne chiede che gli animali vengano rispettati nei loro diritti naturali, siano lasciati in pace e gli sia dato “il loro pezzo di mondo”.
Da tutto ciò deriva questa performance teatrale dai contenuti forti, ma in alcune sfaccettature densa d'ironia, poesia e ludens teatrale, che dando voce all'universo animale pone alcune questioni dal punto di vista di questi ultimi e della loro, spesso difficile, convivenza con il genere umano. L'uomo “secondo Baionne” deve ritornare a dare un significato alle cose e alle proprie azioni: “Che senso hanno oggi il macabro rituale della corrida, la caccia, la pelliccia, il palio, l'allevamento intensivo, la vivisezione, che bisogno c'è oggi di infliggere agli animali sofferenze così crudeli data l'esistenza di validi metodi sostitutivi”? Questo è sicuramente un invito per l’uomo a togliersi di dosso questo “maniacale antropocentrismo”.
“I nostri mondi, ci ricorda nel finale Baionne, non sono poi così lontani come sembra, anche gli animali in fondo sono un po’ umani e gli umani un po’ animali”.
Maria Caravella
Da PugliaLive.net del 02.12.2007
ll WWF Italia sez. locale di Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti con il Patrocinio del Comune di Gioia del Colle presenta “ L' A R R I N G A ”, uno spettacolo liberamente tratto dal libro “Della veridica storia del cavallo che giudicò i suoi giudici” di Mario Chiechi, chirurgo di Bari, con Lino De Venuto, Maria Teresa Ciccimarra, Teo Saluzzi, Floriana Uva; scene e costumi di Rossella Ramunni; luci e fonica di Pietro Matarrese. La regia è di Lino De Venuto.Lo spettacolo sarà per la prima volta in un teatro pugliese, sabato 19 Aprile ‘08 ore 21:00, presso il Teatro Comunale “Rossini” di Gioia del Colle. Alle ore 11:00 è previsto il matinèe per le scuole ed alle 19:00 l'incontro con l’autore, il regista ed un dibattito con docenti di bioetica (interverrà il prof. Bellino, preside del Dipartimento di Bioetica dell'Università degli Studi di Bari) ed esperti LAV. Saranno allestiti banchetti informativi, mostre e proiezioni ed un rinfresco vegetariano all'interno del foyer del teatro.L'Arringa è uno spettacolo intenso e commovente per i diritti degli animali ed il WWF di Gioia - Acquaviva ha scelto di portare a conoscenza del grande pubblico, grazie allo straordinario lavoro del dott. Chiechi e del regista De Venuto, tematiche importanti come il rispetto della vita e degli altri esseri viventi, l'empatia e l'armonia con la natura, in maniera originale e diversa rispetto ai classici tavoli informativi ed ai volantini da distribuire. "Vale più uno spettacolo come questo: forte, intriso di significato, che ti lascia inchiodato alla poltrona per 90 minuti prima di uscire da teatro illuminato, rinvigorito, quasi rinato da una nuova consapevolezza, di centinaia di battaglie ambientaliste ed animaliste - ha dichiarato Roberto Cazzolla, resp. della sezione locale del WWF - Il teatro ha questo immenso potere: nella finzione scenica dà un messaggio diretto al pubblico, superando barriere culturali ed emotive. L'Arringa è uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere, un'occasione imperdibile per la città di Gioia del Colle ed i Comuni limitrofi".Lino De Venuto, regista ed attore di grande fama, così illustra brevemente il canovaccio dell'opera: "Homo copula mundi, l'uomo al centro del mondo, incontrastato dominatore dell'universo, l'uomo creatore di storia e di destini, anche quelli degli animali. E se gli animali potessero parlare, dialogare, urlare, cosa direbbero agli umani? - sembra chiedersi Mario Chiechi, l'autore del libro, animalista convinto. E scrive una storia, una bella storia, che trova il suo climax narrativo nel momento in cui in un'aula di giustizia giunge, per un processo a suo carico, il cavallo Baionne, con un capo d'imputazione: omicidio preterintenzionale!- ha scalciato e ucciso un ragazzo che lo molestava e punzecchiava. Baionne, un cavallo nato libero come il vento, con la sua bisaccia-cartella piena di schiaccianti ed inconfutabili prove, prende la parola e chiede comprensione per il suo linguaggio semplice ed elementare. Interroga i giudici sui motivi per cui lo stanno processando, chiarisce, puntualizza e, prima al passo e poi al trotto, comincia a contestare giuridicamente le accuse rivoltegli e ad elencare per contro i terribili misfatti di cui gli uomini, consapevolmente, si sono macchiati nel corso della storia fino ad oggi, nel rapporto violento tra loro stessi, in quello (auto)distruttivo con l'ambiente e nel rapporto di feroce sfruttamento degli animali. Il cavallo usa un linguaggio sempre più corrosivo, giudica i giudici-uomini superbi e cinici per aver sempre considerato le bestie non esseri viventi che soffrono al pari degli umani, ma utilità, strumenti inferiori “creati da Dio ad uso dell'uomo”, nati per stare giù, nella parte più bassa della scala evolutiva, nati per essere sacrificati, usati a mo' di macchine come forza-lavoro e per l'industria del divertimento. Ed infine uccisi nel modo più cruento. Baionne, conosce già la sentenza, sarà “la macellazione”, diverrà cioè pezzi di carne incelofanati e prezzati esposti nei banconi-frigo dei supermercati ma “quei pezzi di carne” che finiranno prima sulle griglie, tra carboni ardenti, e poi nei piatti e nei corpi degli uomini - ricorda Baionne ai giurati - “non saranno anonimi e senza storia ma pezzi di me, di un vostro fratello, di un cavallo realmente vissuto con tutto quel che di vivo, essenziale, unico e sofferente mi è appartenuto”. Sulla brutale realtà della vivisezione il vecchio cavallo lancia ai falsi scienziati accuse pesantissime “per crimini contro la vita e la natura”: se tutti quei miliardi e miliardi di animali inutilmente torturati e sacrificati, con crudeltà inaudite, urlassero tutti nello stesso istante, sulla terra avverrebbe un immane cataclisma. Che gli animali vengano rispettati nei loro diritti naturali – chiede Baionne - siano lasciati in pace, sia lasciato loro “il loro pezzo di mondo”. Il libro con la drammaturgia e lo spettacolo che ne derivano, dai contenuti forti ma intrisi anche d'ironia, di gioco teatrale e poesia, danno voce all'universo animale e pongono una questione animale all'interno di un sempre difficile rapporto di convivenza con la specie uomo. Il problema, rileva ancora Chiechi, non è né etico, né filosofico, ma semantico nel senso che l'uomo deve ritornare a dare un significato alle cose o alle azioni che fa: che senso hanno oggi il macabro rituale della corrida, la caccia, la pelliccia, il palio, l'allevamento intensivo, la vivisezione, che bisogno c'è oggi di infliggere agli animali sofferenze così crudeli data l'esistenza di validi metodi sostitutivi? La terra non sarà mai un paradiso, certo, ma sarebbe sufficiente che noi uomini in rapporto a noi stessi, agli animali, all'ambiente, per la nostra stessa sopravvivenza, ci scrollassimo un po' di dosso questo maniacale antropocentrismo. I nostri mondi, ci ricorda Baionne, non sono poi così lontani come sembra, anche gli animali in fondo sono un po’ umani e gli umani un po’ animali. Proviamo a sfuggire alla perversa marcatura delle differenze, IO........tu.........lui.............voi.........................loro e impegniamoci a vivere nell'unità cosmica, a sentirci semplicemente come un noi". I biglietti, ritirabili presso la sede del WWF Gioia-Acquaviva in via Orsini, 15/A, Gioia del Colle oppure contattando il num. 3381018014 o l’e-mail: wwfgioiadelcolle@virgilio.it, hanno un costo-offerta a partire da 7 euro per gli adulti e 5 euro per i ragazzi sotto i 18 anni. Le scuole che intendono partecipare al matinèe previsto possono contattare i recapiti sopra (biglietti 5 euro per i ragazzi). Il biglietto dà diritto alla partecipazione al dibattito, alla visione delle mostre e dei banchetti, alla degustazione delle pietanze vegetariane ed alla visione dello spettacolo.
Da Gioiaweb del 14.04.2008
|